Manuela Camprini

Manuela Camprini

Prendendo spunto da un suo post sul blog, abbiamo ripensato la biografia di Manuela:
“Sono diversi anni che faccio con passione il mio mestiere e ci sono giorni che guardando il tavolo con stesa la stoffa pronta per il taglio i ricordi tornano.
Improvvisamente il sorriso di mia nonna Ersilia attraversa la mente, è da lei che in famiglia abbiamo ereditato ago e ditale. Ricordo che con un gessetto e il metro disegnava direttamente su stoffa il modello. Una pences qui, una cucitura li e come per magia l’abito prendeva forma. Le prove con le clienti, il rumore della macchina da cucire, i ritagli a terra della stoffa, immagini che hanno il sapore di casa. Mia mamma ha fatto lo stesso, non cuciva per le clienti ma per noi della famiglia, non credo di aver mai avuto un abito preso nei negozi, solo se regalato. Nell’età dell’adolescenza, gli anni del liceo, era un continuo brontolare con lei, io amavo gli abiti dark, i tagli che ricordavano abiti antichi, lei amava gonne “frufru”, fiocchi e merletti, poi le gonne eran sempre troppo lunghe per me e troppo corte per lei. Ricordo i pomeriggi passati in casa a “passare i punti molli” , a rilevare cartamodelli sotto il ricatto materno “o mi aiuti o non cucio più per te”, ed è così che, mentre le mie amiche passeggiavano in centro io imparavo a cucire, a fare l’uncinetto, qualche punto ai ferri e a ricamare: imparavo il mestiere mentre “maledivo” mia mamma. Nel tempo, quei gesti antichi si sono tramutati in gesti quotidiani.”


Manuela è stata fin da bambina a contatto con la sartoria, ma la sua passione per la cultura e l'arte, l'hanno portata a frequentare il liceo artistico prima e a riprendere gli studi a trentanni e laurearsi in Scenografia.
Nel frattempo ha dipinto molti quadri, allestito mostre, esposto in varie galleria in giro per l'Italia e ricevuto diversi riconoscimenti, ma il suo carattere e il suo perfezionismo l'hanno portata a bruciare tutte le tele dipinte.
Sempre lavorando nell'ambito della moda, da oramai più di 15 anni ha collaborato con diverse aziende, con ricerca sia sui materiali che sui modelli.
Ha partecipato a diversi eventi culturali, come nel 2008 e 2009, quando diviene curatrice artistica del progetto “Rocca, il Fuoco, i Falò”, lavoro che la vede impegnata nella valorizzazione del territorio in cui vive attraverso la realizzazione di una serie di avvenimenti durante la Festa del Falò di Rocca San Casciano (FC).
Come artista sposta la sua ricerca alle installazioni e nel 2008 realizza l'installazione teatrale “Orfeo ed Euridice” ed è l'inizio di un nuovo percorso artistico che tende a “fondere” il lavoro di costumista al suo essere artista, ricerca aiutata dalla collaborazione come assistente di storia dell'arte contemporanea durante la specializzazione accademica.
Mentre nel 2006 approda in teatro con lo spettacolo “Pentimento -variazione ultima su Don Giovanni” di Giovanni Ferri, curando scenografie e costumi.
E' stata costumista del docu-fiction “Gabanì due volte campione”, regia di Riccardo Salvetti (2011), o ancora “Manalive – un uomo vivo”, regia di Otello Turci e collabora con il regista Riccardo Salvetti per la realizzazione dei costumi del cortometraggio “Closed Box” (2013) e per finire, realizza i costumi per lo spettacolo “Piccole Donne” con la compagnia Qaos (2014).
Contemporaneamente si dedica ai costumi per scuole di danza classica e moderno e viene chiamata per stage e workshop dalla UILT (Unione Italiana Libero Teatro) sull'utilizzo nel teatro di materiali riciclabili, per la realizzazione di originali costumi di scena.
Oltre che di teatro, danza e cinema, Manuela ha collaborato come stylist per servizi fotografici e televisivi.
La ricerca artistica prosegue e nell'ambito della moda e in particolare nella realizzazione di abiti esclusivi, numerati e accompagnati da certificato di autenticità.

Di conseguenza, questo progetto, legato alle sue linee di moda è stata la naturale convergenza delle sue passioni e conoscenze, creando da prima i bozzetti, realizzando poi i cartamodelli per finire alla realizzazione degli abiti stessi, oppure rimodellando abiti nel Vintage Rèvisè.